01 mar 2009

L'orgoglio magiaro



Una storia importante

L'ORGOGLIO MAGIARO

Dalla dominazione barbariche ai fasti dell'Impero, quando Budapest diventava piu bella di Vienna.

Gli anni del " socialismo reale " e la caduta delle illusioni nell'ottobre del'56.
Fino ai giorni delle nuove speranze democratiche.

Alla base delle origini del popolo d'Ungheria c'è un equivoco. L'appelativo di "ungheresi" fu dovuto ad un erronea identificazione dei " magiari" del gruppo etnico
ugro - finnico, con i barbari comandati da Attila.
Ciò detto va sottolineato che fu, ancora una volta, lo spirito conquistatore di Roma a portare a vita storica questa parte del bacino del Danubio, circondato dai Carpazi, alla quale fu dato il nome Pannonia.
I magiari - o ungari -, originali degli Urali, arrivarono nella odierna Ungheria nel'896 d, C., occupando il territorio con il loro principe Arpàd. Valìdi guerrieri, furono autori di numerose scorrerie in tutta Europa, giungendo sino in Francia, in Italia e a Costantinopoli. Solo dopo, una terribile sconfitta, inflitta loro dall'Imperatore Ottone, decisero di ritirarsi nell'odierne Pannonia.
Gèza e il figlio Stefano, il santo, combattendo il paganesimo si adoperarono per portare la futura Ungheria nell'ambito della cultura cristiana. Eroe di queste lotte fu San Ladislao.
Da allora l'Ungheria divenne baluardo della cristianità.
L'esìguità dello spazio ci costringe a saltare a pià pari le vicende legate alla dinnastia degli Arpàd, per giungere al tempo dell'assunzione al trono di uno dei piu grandi re di Ungheria: Carlo Roberto d'Angiò, -1308-1342 - che lasciò al figlio Ludovico una grande potenza europea che spingeva i suoi avamposti fino al baltico e all'Adriatico.
Ben presto, però, sorgeranno all'orizzonte i turchi. Alla difesa del paese si levò Jànos Hunyadi, duca di Transilvania ed eroico condottiero, al cui fianco combattè l'italiano Giovanni da Capistrano.
L'ultimo re di stirpe magiara fu Mattia Corvino, "il Giusto", figlio di Hunyadi. Il suo regno durò solo ventidue anni ma, sotto di lui fiorirono le attività artistiche e culturali; ed anche l'economia del paese fu riassetata.
Nel 1526 però, dopo la tristemente famosa vittoria del sultano nella battaglia di Mohàcs, il paese fu conquistato dai turchi che vi rimasero per un secolo e mezzo. Il territorio, fatta eccezione per il transdanubio, dove fu mantenuta viva la tradizione della civiltà magiara, fu smembrato e diviso tra i turchi e gli Asburgo che, grazie anche al genio militare di Eugenio di Savoia, riuscirono ad insediarvisi.
Maria Teresa sacrificò l'Ungheria a vantaggio della Corte di Vienna e peggio fece il figlio Giuseppe II che mise in ginocchio l'aristocrazia ungherese con nuovi balzelli e impose la lingua tedesca nell'insegnamento e nell'amministrazione statale. Il nazionalismo magiaro comunque non cessò mai di essere vivo, malgrado la minoranza serbe, rumene, slovacche; e quando l'Austria non potè piu arginarlo fu costretto a concedere il Parlamento ed un ministero ungherese indipendente da Vienna.
Gli eroi nazionali di quel periodo furono Kossuth e Istvàn Szèchenyi.
Nel 1849 però salito al trono il giovanissimo - 18 anni - Francesco Giuseppe, la Costituzione ungherese venne abolito e proclamato la monarchia. La risposta del Parlamento ungherese a Debrecen fu immediata: la dinastia asburgica fu dichiaratodecaduta e venne nominato Kossuth a governare. L'esercito austriaco, piu numerosa e ben addestrata, non esitò a instaurare una ferrea repressione nominando un governatore nella persona di G. Haynau, conosciuto come la "iena di Brescia" per avere precedentemente soffocato nel sangue l'insurrezione avvenuta in quella città.
Alessandro - Sàndor - Petofi fu il poeta del movimento di liberazione.
Solo nel 1866 l'Austria, sconfitta della Germania, concede all'Ungheria l'autonomia che aveva tolto cosi brutalmente. Si formò così una monarchia doppia, quella ausrto - ungariaca, con due regni distinti e due governi, uniti nella persona dell'imperatore.
In questo periodo l'Ungheria conosce uno sviluppo notevole, diventando il granaio dell'imperatore mentre Budapest si ingrandisce e abbellisce a tal punto da poter rivaleggiare con Vienna e con le piu fastose capitali europee. Ci pensò il primo conflitto mondiale, che costò enormi sacrifici al popolo magiaro che non sentiva la guerra, a stabilire nuovi equilibri.
Nel 1918, crollata la monarchia asburgica, fu proclamato l'indipendenza dell'Ungheria, una strana indipendenza invero, se Mihàly Kàroly, pur tentando di salvare l'integrità dello stato, fu costretto a lasciare il governo allo "stato dei Soviet" con a capo Bèla Kun. Alterne, e spesso tragiche, furono le vicende che coinvolsero l'Ungheria fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale.
La Costituzione del'49 dette vita alla Repubblica popolare. Nel 1953 venne eletto Imre Nagy, uomo moderato e di buon senso, che lavorò egregiamente per circa tre anni, prima di essere accusato di deviazionismo ed espulso dal partito; al potere torna allora un accesso staliniano: Ràkosi.
Gli avvenimenti polacchi furono, quindi la spinta propulsiva per gli intelettuali ungheresi che, il 22 ottobre 1956, organizzarono una manifestazione di consenso chiedendo, nel contempo, una politica nazionale, socialista ma indipendente dall'URSS. Il 24 dello stesso mese Nagy ritorna ad essere primo ministro assieme a Gyero, primo segretario del partito e creatura dell'URSS.
A Budapest sorgono intanto, spontanei, dei moti e viene persino abbattuta una statua di Stalin mentre la polizia segreta spara sulla folla. Viene proclamato la legge marziale.
Nagy chiede l'uscita dell'Ungheria dal Patto di Varsavia, ma invano. Accusato di alto tradimento viene sostituito da Kàdàr e passato per le armi.
La tragedia è nell'aria. E infatti alle 04 del mattino, il 4 novembre 1956, quindici divisioni corazzate sovietiche con seimila carri armati si riversarono nel paese seminando la distruzione. La rivolta era soffocata, anche se nel sangue. All'Ungheria non resterà che rientrare nella sfera sovietica.
IL resto è storia d'oggi ...


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