20 ago 2009

Oggi vorrei scrivere dei Magiari.

Mi sono resa conto che le persone con le quali ho avuto modo di interagire in questi anni, pur apprezzando il mio popolo per “quei” determinati aspetti “turistici” che ben sappiamo, poco conoscono a proposito delle varie etnie che lo compongono. Vorrei darne qualche cenno in questo blog.

Perche’ lo faccio? Semplice: perche’ mi sento parte della mia gente. Sia la mia esteriorita’ che la mia interiorita’ sono il prodotto di una mescolanza nella quale convivono elementi di etnie e culture diverse alle quali sono legata in una sorta di “non discriminazione” per alcuna di esse.

Oggi vorrei scrivere dei Magiari.
Ovviamente ne scrivero’ citando cio’ che’ contenuto nelle pagine di Wikipedia QUI e QUI (perche’ sforzarsi quando qualcun altro ha gia’ faticato per lo stesso motivo?).


“I Magiari sono un gruppo etnico e linguistico di origine ugrica, in questo senso il termine è sinonimo di Ungheresi.
I Magiari furono la principale delle sette tribù ungare che conquistarono l’attuale Ungheria nell’896 e da cui discendono gli attuali Ungheresi.
La parola “Ungherese” in italiano ha avuto in passato un significato più ampio perché era riferita a tutti gli abitanti del Regno d’Ungheria senza tenere conto della loro etnia (dato che non erano tutti Magiari), anche per l’influenza del termine latino natio hungarica che si riferiva alla nobiltà del Regno d’Ungheria (sempre senza considerarne l’etnia).
Nel 2001, in Ungheria vi erano circa 9.416.000 abitanti di origina magiara. I magiari sono stati il principale gruppo etnico ad aver vissuto nel territorio del Regno d’Ungheria durante il secondo millennio. In seguito alla sua dissoluzione causata dal Trattato del Trianon, molti magiari sono divenuti minoranze etniche di Romania (1.400.000), Slovacchia (520.000), Serbia (293.000), Ucraina (170.000), Croazia (16.500), Repubblica Ceca (14.600) e Slovenia (7.700).

Storia

Il condottiero dei magiari Árpád, secondo la tradizione, guidò gli Ungheresi da Etelköz al bacino dei Carpazi, e più precisamente nella pianura del Danubio medio e nella Pannonia, nell’896. L’espansione magiara fu frenata dalla Battaglia di Lechfeld. La guarnigione ungherese di stanza nell’area fu salvata dal Papa grazie all’incoronazione di Stefano I d’Ungheria (che diverrà Santo Stefano, il patrono d’Ungheria) nel 1001, quando i condottieri magiari si convertirono al Cristianesimo.
Sin dalla fine del tredicesimo secolo (con l’eccezione del periodo che va dal 1538/1541 all’inizio del diciottesimo secolo) il multietnico Regno d’Ungheria, fondato dai magiari nel decimo secolo, occupò l’intero bacino dei Carpazi. Nel complesso l’intero antico regno d’Ungheria fu abitato anche da molte altre popolazioni, che nel XVIII secolo arrivarono anche a costituire il 62% dell’intera popolazione del regno. Dopo la prima guerra mondiale l’antico regno fu diviso dal Trattato del Trianon e all’Ungheria restò meno di un terzo.

L’origine della parola “Ungheria”

Circa l’origine della parola “Ungheria” (parola usata nella maggior parte delle lingue dell’Europa occidentale, dal latino hungaria) è opinione diffusa, ma poco attendibile che derivi dal nome di una tribù semi-nomade, gli Unni, che vissero circa 400 anni prima nello stesso territorio, ma che aveva alcune similitudini con lo stile di vita e di guerreggiare dei magiari. Anticamente e fino al medioevo era molto diffusa nella storia e nella letteratura la falsa identificazione degli Unni con gli Ungheresi.
Altri invece pensano che il nome derivi dal bulgaro Ungur o Onogur (in slavo Vengry e in tedesco Ungarn), che significa dieci tribù.
“Magyar” oggi è semplicemente la parola della lingua ungherese che significa “Ungherese”. In italiano, tuttavia, “magiaro” è usato come sinonimo di “ungherese” soprattutto in contesti storici per distinguere gli ungheresi come entità etnica dalla popolazione, in generale, che risiedeva nel Regno d’Ungheria.
Secondo la mitologia ungherese, il popolo ungherese deriva da due mitici fratelli: Ugor e Magor. Come è facile notare, i due nomi contengono la radice l’uno di Ugro e l’altro di Magiaro.
Nomi unni come “Attila” o “Ildikó” sono comuni tra gli ungheresi di oggi, ma ciò è facilmente spiegabile con i periodi che le due popolazioni hanno vissuto a contatto.”

Lingua magiara

Il Magiaro è una lingua del ceppo ugro-finnico parlata in Ungheria e in aree adiacenti di Romania, Slovacchia, Ucraina, Serbia, Croazia, Austria e Slovenia (tutti territori ungheresi persi con la prima guerra mondiale).
Vi sono circa 13,5 milioni di persone che parlano ungherese, delle quali circa 9,5 milioni vivono in Ungheria.
Il Magiaro è una lingua agglutinante appartenente alla famiglia delle lingue ugriche, un sottogruppo delle lingue ugro-finniche, che a loro volta sono un ramo delle lingue uraliche.
Vi sono diverse teorie alternative circa l’orgine del Magiaro, ma sono state respinte dalla maggior parte dei linguisti perché non supportate da sufficienti prove.
Si è sostenuto in passato che fosse vicino alla lingua unna, in quanto alcune storie e leggende ungheresi sembravano mostrare qualche legame tra le due popolazioni e sia gli Unni che il gruppo etnico di lingua magiara dei Siculi hanno vissuto nella zona. Tuttavia il collegamento con l’unnico è molto dubbio, così come altre ancora meno probabili teorie (ad esempio la derivazione dalla lingua sumerica, anch’essa agglutinante o addirittura dalla lingua etrusca).
Per lungo tempo la teoria dell’origine ugro-finnica ebbe come rivale l’idea che il Magiaro fosse imparentato con qualche lingua turca (la “guerra ugro-turca” del 1869). Il mondo accademico ufficiale ha riconosciuto la “vittoria” della teoria ugro-finnica in questa disputa grazie alle prove linguistiche a supporto dell’origine ugro-finnica o meglio ugrica dell’ungherese, infatti le più recenti ricerche tendono a negare l’affinità tra il gruppo finnico e quello ugrico.

Dialetti

I dialetti magiari identificati da Ethnologue sono: Alföld, Pass Hungarian ad ovest del Danubio, del Danubio-Tisza, del re, del nordest, del nordovest, Székely e dell’ovest. Questi dialetti sono reciprocamente comprensibili. Il dialetto magiaro dei Csángó, che non è elencato da Ethnologue, è parlato principalmente nella contea di Bacau, Romania. La minoranza dei Csángó è rimasta isolata e quindi ha conservato un dialetto che assomiglia al Magiaro medioevale.

Il Magiaro è parlato nei seguenti stati:

- Ungheria 9.546.374 (censimento 2001, circa 600.000 persone non hanno risposto al censimento)
- Romania (principalmente Transilvania “Terra dei Siculi” e nei villaggi Csángó della Moldavia rumena) 1.443.970 (censimento 2002)
- Slovacchia 520.528 (censimento 2001)
- Serbia (soprattutto in Vojvodina, principalmente nei villaggi siculi) 293,299 (censimento 2002)
- Ucraina 149.400 (censimento 2001)
- Stati Uniti d’America 117.973
- Canada 75.555 (censimento 2001)
- Israele 70.000
- Svezia 35.000
- Austria (principalmente in Burgenland) 22.000
- Croazia 16.500
- Slovenia 9.240

Il Magiaro è anche parlato in Australia.

E’ da tener presente che fino alla prima guerra mondiale l’allora Regno d’Ungheria, che a quel tempo faceva parte dell’Impero Austro-ungarico, comprendeva molte regioni che ora sono fuori dall’Ungheria ridotta agli attuali confini, sostanzialmente fissati nel 1920 con il Trattato del Trianon: in particolare la Transilvania, oggi rumena, la Slovacchia ora repubblica indipendente ma un tempo denominata Alta Ungheria, la Rutenia, oggi appartenente all’Ucraina e la Vojvodina oggi regione della Serbia.”


Per quello che riguarda la storia dell’Ungheria vorrei raccontarti una cosa che avevo letto su di un libro di storia tanti anni fa.

Con il re Ungherese Mattia Corvino (morto nel 1490) l’Ungheria era diventata una delle più grandi potenze europee. Durante il suo regno aveva riorganizzato lo stato, sottomesso l’indisciplinata mobiltà ungherese e poi ,con una lotta senza quartiere, aveva prima fermato e poi respinto i turchi invasori infliggendo ad essi gravi perdite.
Queste vittore contro i turchi avevano fatto del re ungherese un grande eroe ammirato in tutta l’Europa. Il suo prestigio era così grande che aveva convinto, nel 1489, i re d’Europa a seguirlo, sotto il suo comando, in una grande crociata, per liberare tutti i balcani dai turchi, che si sarebbe tenuta nel 1490-1491. Però nel 1490, all’età di soli 40 anni, il re d’Ungheria morì improvvisamente.

La grande crociata venne meno perché non esisteva un re che avesse il prestigio di Mattia Corvino e che potesse assumere il comando della crociata: in particolare il re di Francia Carlo VIII e il giovane imperatore Massimiliano d’Asburgo si odiavano a morte e non avrebbero mai accettato di combattere l’uno sotto il comando dell’altro e per il resto gli altri re d’Europa o godevano di scarso prestigio o non erano interessati a quella crociata.
Purtroppo la nobiltà ungherese, intimorita dalla politica accentratrice di re Corvino e temendo di perdere i suoi poteri a vantaggio del re, nominò come re un principe debole e incapace ritenendo che la minaccia turca fosse stata cancellata dalle vittorie del re Corvino.
Invece i turchi si stano riorganizzando e nel giro di pochi decenni ricostruiro un esercito più potente di prima e invasero nuovamente, con Solimanno il magnifico, l’Ungheria.

Ti ho raccontato questo fatto storico perché è paradossale il fatto che nel 1490 il regno d’Ungheria stava per diventare il più potente regno d’Europa e poi, per una causa di fatti imprevisti, l’Ungheria è diventata una terra di conquista da parte degli invasori stranieri.


"Beh, in effetti il XV secolo e’ stato uno dei piu’ importanti della storia dell’umanità".

Per quanti riguarda la mia piccola nazione essa sta ritornando ad essere un punto nevralgico dell’Europa. La sua posizione centrale, che ne fa geograficamente il cuore vero e proprio di questa parte del mondo, le nuove leggi e la bassa imposizione fiscale finalizzate ad attirare i capitali stranieri, la stanno rendendo un centro economico-finanziario importante. byLisa

1 commento:

  1. stupendo!! mi piacciono questi post che aprono le conoscenze

    grazie


    un abbraccio

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